OKAASAMA, le madri guerriere di Luca Vecchi

Mirabilia art gallery, Roma

20 aprile-20 maggio 2018

A cura di: Vittoria de Petra, Luisa de Notaristefani
Credits: Mirabilia art gallery, Federico Alfani, Giano Del Bufalo
Photo credits: Alessandro Sciutto

OKAASAMA è un progetto fotografico di Luca Vecchi che si ispira alle prime foto a banco ottico della storia, quelle che si possono incontrare sfogliando i libri di antropologia sui nativi delle terre inesplorate. I soggetti sono diverse donne vestite con numerose combinazioni di armature tradizionali giapponesi (yoroi), finemente armate, che lasciano a vista solo il busto e il tronco esponendo le grazie femminili, in netta contrapposizione con il resto del corpo coperto da un esoscheletro di acciaio che ricorda molto il mondo animale degli insetti.

Imitando l’etologia (il comportamento e l’assetto da battaglia animale) le armature dei signori della guerra erano elaborate e vistose con lo scopo d’incutere terrore nell’avversario destabilizzandolo psicologicamente per penalizzarlo nello scontro. Gli occhi e la bocca oscurati dal Kabuto (elmo) e dal Menpo (la maschera d’acciaio dilaniata da una smorfia demoniaca) spersonalizzavano il guerriero trasfigurandolo in una sorta di golem affinché l’avversario avesse l’impressione di combattere contro un essere inanimato. Al contempo OKAASAMA mostra le grazie femminili nei giorni dell’attesa, fondendo una posa marziale a una posa materna che tiene dolcemente tra le mani il grembo.

Dall’utero materno fuoriesce la tsuka (la guardia della spada) di una spada daikatana o tachi. Di profilo la curvatura della lama e del manico seguono alla perfezione la forma della spina dorsale o del grembo, come fossero una logica prosecuzione di essi. In questa analogia il figlio è un’arma che può essere utilizzata, una volta estratta, per fare del bene o per fare del male. Molto dipenderà dalla madre. Altro dipenderà dagli individui che il nascituro incontrerà sulla sua strada una volta venuto al mondo.

Nella storia e nella letteratura occidentale sono poche le figure femminili votate a una rappresentazione non stereotipata. Spostando l’attenzione verso la tradizione giapponese, particolarmente stimata e approfondita da Luca Vecchi, autore di OKAASAMA, Jingū, Tomoe Gozen, Tsuruhime, Nakano Takeko e Hōjō Masako sono le più significative figure femminili che comparteciparono a vere e proprie battaglie, al fianco dei propri mariti, generali o imperatori che fossero. OKAASAMA, celebra la donna, ascrivendone la figura in un luogo indeterminato e senza tempo divenendo una rappresentazione allegorica della maternità.

Il progetto ha trovato dimora nell’eclettico spazio di Giano del Bufalo, Mirabilia Art Gallery: una vera e propria wunderkammer di stampo rinascimentale, dove opere d’arte, meraviglie naturali e artefatti etnici da tutto il mondo sbalordiscono l’occhio del visitatore: la passione per il mondo antico ma anche per l’arte e per la storia hanno portato Giano a girare il mondo in cerca di tesori da vendere e da aggiungere alla collezione.